Amazon ha perso il -22% del suo valore nel 2014

Il 2014 è stato un anno nero, sia per Amazon che per il suo fondatore Jeff Bezos.
Il peggiore per Amazon dal 2008 quando i titoli delle azioni hanno perso il -44%.

La notizia è del Wall Street Journal (Wsj).
Jeff Bezos, ha 84 Milioni di azioni di Amazon (il 18,3% della società) con un valore attuale di 26,1 Miliardi di dollari.

Nel 2014, Amazon ha perso il -22% del suo valore.
Jeff Bezos, l’amministratore delegato e fondatore di Amazon ha perso, nel 2014 ben 7,4 Miliardi di dollari.

Amazon

 

Natale 2014, ricerca eBay: italiani ritardatari per i regali di Natale

Come da tradizione “l’italiano medio” fa sempre tutto all’ultimo minuto:
dai viaggi, ai regali di Natale.

Le più tecnologiche sono le donne, che nel 74% dei casi, pensano ad effettuare gli acquisti dei regali di Natale online, attraverso i siti di e-commerce.

Sono i dati che emergono da alcune ricerche commissionate da eBay in vista delle feste di Natale.

– il 44% degli adulti che cerca ispirazione per i regali online, utilizzando internet prima di decidere
– il 46% delle persone che inizia a pensare ai reali di Natale da mettere sotto l’albero solo a Dicembre
– il 14% non pensa di occuparsene prima dell’ultima settimana prima del Natale
– il 3% aspetterà gli ultimissimi giorni di Natale disponibili.

Confermata anche per il Natale 2014, la tendenza “last minute”:
il giorno di picco per gli acquisti sul sito di e-commerce: eBay, è previsto per il 15 Dicembre.

Chi si occuperà dei regali di Natale?
– le donne (74%) con una media di 10 regali, ed una spesa media di Euro (€) 185,00
– gli uomini (29%) con una media di 7 regali, ed una spesa media di Euro (€) 204,00

Dove si spenderà di più per i regali di Natale?
1) Piemonte e Valle d’Aosta: con una spesa media di Euro (€) 222,00
2) Lombardia: con una spesa media di Euro (€) 213,00

A chi si penserà per il regalo di Natale?
– al partner / compagno/a / fidanzato/a
– ai figli

Previsioni in calo, secondo eBay, per le vendite nei Centri Coomerciali:
il 34% degli italiani utilizzerà un cellulare: smartphone e/o tablet per acquistare direttamente almeno un regalo di Natale.

regali-di-nataleregali-di-natale-albero

 

Il 16% degli italiani si collega ad Internet utilizzando solo lo Smartphone e/o il Tablet

Dunque, questi utenti che utilizzano internetsolo da mobile“, ignorano il PC (personal computer – ndr) e/o Notebook (computer portatile – ndr).

Mi chiedo come si possa “lavorare” utilizzando questi dispositivi: Smartphone e/o il Tablet
dunque deduco, che questo tipo d’utenza, pari al 16%, utilizza internet per “svago” o per operazioni “non troppo impegnative”, tipo fare “gossip” sui Social Network, o parlare della “partita di calcio” e solite argomentazioni del “tempo libero”.

Ritornando ai dati di ComScore, che ha effettuato questa ricerca, abbiamo anche:
42% di persone utilizza il web solo da PC (personal computer – ndr) e/o Notebook (computer portatile – ndr).
42% di utenti si collega online da entrambe le piattaforme: PC (personal computer – ndr), Smartphone e/o il Tablet.

24,3 Milioni di italiani guardano Video da desktop (PC e/o Notebook – ndr)
e 12,3 Milioni di utenti online guardano Video da mobile (Smartphone e/o Tablet – ndr).

Secondo i dati relativi a Settembre 2014:
gli utenti che guardano i video sullo smartphone almeno una volta a mese sono il 49% del totale da mobile.
(la percentuale era del 38% nel Settembre 2013).

Mentre le persone che guardano i video su Smartphone e/o Tablet, almeno una volta a giorno, sono il 15%
(erano il 12% un anno fa).

Dunque, si deduce che: l’utenza si sta spostando, sempre più, sul mobile, anche grazie ai Social Network.

pc-notebook-smartphone-tabletsocial-network-media

 

Facebook-Mobileutenti-mobile-social-network

 

Classifica dei Social Network. In crescita: Tumblr (+120%), Pinterest (+111%)

Ecco la classifica dei Social Network in base alla crescita, secondo il rapporto di GlobalWebIndex, che ha analizzato gli ultimi 9 mesi del 2014, quindi fino a Settembre 2014:

Tumblr (di proprietà di Yahoo!) (+120%)
Pinterest (di proprietà di Facebook) (+111%)
Facebook, cresce appena del 2% dall’inizio del 2014 ed è molto vicino al punto di saturazione.

La ricerca di GlobalWebIndex è stata effettuata su un campione di oltre 40.000 persone.

In numeri assoluti, nonostante la scarsa crescita, Facebook, rimane comunque il primo social network, per audience:

1) Facebook
2) YouTube (66%)
3) Google+ (66%)
4) Twitter (55%)
5) Instagram (15%)
6) LinkedIn (15%)
7) Pinterest (15%)
8) Tumblr (9%)
9) Badoo (9%)
10) Myspace (9%)

Tumblr e Pinterest hanno gli utenti più giovani.
Il 70% degli utenti ha un’età compresa fra i 16 anni ed i 34 anni.
Mentre Facebook ha l’audience più adulta, con oltre il 25% degli iscritti/utenti sopra i 45 anni.

Quanto alle app, usate sul mobile, dai telefoni smartphone, e tablet:
1) Snapchat (cresce del +56%)
2) Facebook (ha una quota del 43%)
3) Facebook Messenger (ha una quota del 27%)
4) WhatsApp (ha una quota del 25%) (WhatsApp è di proprietà di Facebook)

TumblrpinterestFacebookYouTubegoogle-plus+Twitter

 

A Milano il 73% delle persone, usa internet. Ricerca del Censis

Ennesimo primato per la città di Milano: il 72,8% di chi vive a Milano usa ogni giorno internet,
interagendo con il web in modo attivo.

Questi sono i dati estrapolati da una ricerca del Censis.
Dunque, a Milano, si collega online quasi il doppio della media italiana.

Milano è anche la città più cablata d’Europa.

Il 55% delle persone che vivono a Milano, afferma d’essere molto soddisfatto dei servizi basati sulla fibra ottica.

Soltanto nei casi in cui si voglia scaricare un film, questa percentuale cala drasticamente.
E questo significa, che c’è ancora molto da lavorare sulla “fibra ottica”.

CensisMilano-Duomo-Ricerca-Censis-Internet

 

Anche Apple potrebbe abbandonare Google nel 2015, come Motore di Ricerca

“Caro” il mio Google “piglia tutto e tutti”, adesso tutti sono pronti a mollarti.
Dopo Firefox, il browser per navigare su internet del gruppo Mozilla Foundation,
anche Apple è pronta a “salutarti”.

In effetti, il comportamento di Google, come motore di ricerca,
da qualche anno, non piace più a nessuno.
Ai SEO in particolar modo.

Il motivo ?
Le “spie umane” di Google chiamate “Quality rater”,
ovvero coloro i quali dovrebbero (a loro dire – ndr) sorvegliare
sulla qualità dei risultati organici, forniti da Google
nel motore di ricerca, per i siti posizionati in modo organico.

Tali individui, penalizzano i siti in modo “manuale”
a loro insindacabile giudizio, a prescindere dalle “barzellette”
sulle “norme di qualità” scritte nelle regolette dei webmasters da Google.

Google, vuole (avrebbe voluto – ndr) gestire tutto e tutti, e questo mio “caro” Google,
non è più possibile.
Sei diventato il diavolo che dicevi di non voler essere,
famoso motto di Google: “Don’t be evil!”

Nel 2015, finalmente, scadrà l’accordo, tra Apple e Google per il Motore di Ricerca predefinito, e già si sono fatti avanti sia Yahoo! che Bing (di Microsoft – ndr).

E saremo tutti pronti a brindare alla fine del monopolio di Google,
se nel 2015, Apple, cambierà partner per i risultati come motore di ricerca predefinito sui propri dispositivi:
computer Mac
iPhone
iPad

La notizia è stata diffusa dal sito: The Information.

Apple ha già eliminato di “default” sia YouTube che Google Maps all’interno del suo motore di ricerca: Safari
sui propri prodotti: computer Mac, iPhone, iPad.

AppleGoogle Logo 2010

 

StartUp: Vi racconto cosa realmente sono le Start Up in Italia, Milano

Nella mia quasi ventennale esperienza online (20 anni su Internet – ndr), ne ho viste di tutti i colori, come si suol dire: “di cotte e di crude”.

Ho collaborato con società: S.n.c., S.r.l., e con le tanto ricercate S.p.A. (attenzione alle S.r.l. mascherate da S.p.A., quelle sono le peggiori – ndr).

Mi mancavano le tanto “chiacchierate” StartUp o Start Up.

Se anche tu, sei a cercare sui motori di ricerca, e su Google.it, prima di tutto, fai attenzione ai “facili entusiasmi” degli articoli che leggi. La realtà delle cose, come spesso accade è ben diversa dalle “chiacchiere” lette online. L’esperienza, quella reale e vissuta in prima persona: è l’unica risposta alle tue domande e dubbi sulle StartUp o Start Up.

Dopo aver ricevuto svariate richieste da questo tipo di aziende: StartUp o Start Up, decido di “sperimentare” sulla mia pelle, cosa significa realmente lavorare in una S.p.A. StartUp o Start Up, di Milano.

Solite chiacchiere di presentazione, e poi di benvenuto, si parla di pseudo-quotazioni in borsa, di business plan “rampanti”, in poche parole, le solite cagate all’italiana = tanto fumo e niente arrosto.

Già dall’analisi del business plan, i conti non tornano, si prevedono quasi 4 Milioni di Euro di perdita, per il primo anno di attività, ma poi “magicamente”, secondo il business plan “scritto ad hoc”, già dal secondo anno, i 4 Milioni di perdita iniziale, si azzerano e si va in utile.
Non è un film di fantascienza, ma il loro business plan, fatto scrivere a Londra, “dai guru del marketing”.

Anche se, dubito che un investitore serio possa credere ad un business plan del genere (fossi io l’investor, non ci investirei neppure 1 Euro con un business plan del genere – ndr).

Vabbè, mi sono detto: “non saranno i soliti ca**ari all’italiana, ci sarà un minimo di studio alle spalle, in questa S.p.A. StartUp o Start Up“.

Inizio a lavorare, e comincio a chiedere delle “risorse umane” da gestire, ma mi viene risposto che per una questione di costi, devo coordinarmi con l’estero: Egitto, Pakistan, India, ed altri paesi del terzo mondo.
E già qui, qualcosa non mi torna e fra me e me, mi dico: “ma se ci sono 4 Milioni di Euro di perdita già preventivati, cosa vuoi che ti costi avere 2 persone in più, da gestire in Italia?”

Niente da fare, il Pakistano, mi dice che “devo scrivere un progetto”.
E gli rispondo: “che progetto ti devo scrivere? Se non lo sai tu, cosa fare, vuoi che te lo dica io ?”

Poi il Pakistano, fa la spia con l’Egiziano, e mostra le mie e-mails di risposta, inviate agli Indiani, che almeno loro avevano un minimo di intelligenza, e chiedevano a me informazioni sull’azienda.

Alla fine, io, che avrei dovuto fare strategie di web marketing, inizio a scrivere progetti, su come si realizza un sito. Udite, udite: non sapevano neppure come fare un sito e che tipo di sito internet avrebbero voluto!

Ed iniziano i primi scontri all’interno della S.p.A. StartUp o Start Up, di Milano.

Il paraculo del CEO, (che altro non è che il “prestanome” della società, in quanto chi realmente ha le quote, il “famoso presidente sbucato fuori dal nulla” ha fatto fallire diverse società in Italia, e non può intestarsi le società a suo nome – ndr), dopo una settimana che ho lavorato senza contratto, perchè non avevano neppure un responsabile HR che gli scrivesse il contratto, il giorno della firma del contratto, dopo neppure 2 ore, in presenza dell’Egiziano e del Pakistano, giusto per “ingraziarsi i presenti” e “far vedere un minimo di spina dorsale con l’ultimo arrivato” mi dice: “e ma allora pensiamoci bene, è un rischio, al massimo ci prendiamo una pizza insieme!”

In poche parole, il prestanome, “qualificato” come CEO, voleva già “liquidarmi” lo stesso giorno della firma del contratto, dopo avermi fatto lavorare una settimana senza contratto!
E già da qui, ho capito, che in questa S.p.A. StartUp o Start Up, i miei giorni erano contati.

Il motivo: loro non sapevano (ed ad oggi non lo sanno ancora – ndr) cosa fare, e dovevo essere io a spiegare all’Egiziano e al Pakistano, come fare le cose!
E la domanda nasce spontanea: “ma visto che Voi, avete aperto questa S.p.A. StartUp o Start Up, su quali basi pensate di poter rispettare le tempistiche del business plan, anche se clamorosamente in perdita di 4 Milioni di Euro per il primo anno, se non sapete neppure Voi cosa dovote fare ? Come faccio io, a sapere cosa Voi volete fare in questa S.p.A. StartUp o Start Up?”

Alla fine, “riesco a portarli sulla retta via”, o almeno così pensavo, ed inizio a spiegare “l’ABC” delle cose: composizione del team, contatti con le concessionarie pubblicitarie, budget da investire.

Sembrava tutto ok, compreso con il CEO (il prestanome – ndr), che faceva “buon viso a cattivo gioco”, ma comunque, si era calmato, e mi lasciava fare, visto che era stato lui a firmarmi il contratto: “fammi lavorare! e non farmi perdere tempo ogni mezza giornata con il tuo account sul Social Network, che ti hanno creato l’anno scorso, e che oggi non sai più usare! Non sono il tuo stagista! Sono il Web Marketing Manager

Ma un bel giorno, “l’allegra brigata: un Egiziano, un Pakistano ed un italiano CEO (il prestanome – ndr)” hanno una forte ed accesa discussione, mi diranno i miei colleghi il giorno dopo: “sapessi come gridavano! Sembrava che si scannassero!” in questa S.p.A. StartUp o Start Up.

E quale fu la causa di tale “disarmonia tra le parti” ?

Nulla di tanto “inaspettato”, o almeno per me, e per chi ha un minimo di materia grigia (cervello – ndr).
I nostri “magnifici eroi” della S.p.A. StartUp o Start Up, avevano scoperto,
dopo che io avevo parlato, per l’ennesima volta con il Pakistano, che non sapeva cosa fare: ciò che andava normalmente fatto, ovvero, gli dissi: “ok, questi sono 8 preventivi, con il nostro target, io inizio ad impostare le campagne di web marketing, e con i grafici realizziamo le Landing Pages, ma i form di contatto degli utenti dove li facciamo arrivare? Chi li prende in carico? C’è un call center (o contact center – ndr) ?”

e lui mi guarda e mi dice: “tu li devi gestire” ;-)))

Ed io, a parte la “grassa risata” fatta (per non piangere per la disorganizzazione – ndr)
dopo aver preso fiato gli risposi: “secondo te, ipotizzando che andremo a contattare 1,5 milioni di persone, supponi nella peggiore delle ipotesi, che “solo” lo 0,5% ti invii i dati compilati sulla Landing Page, come faccio, io, che non mi occupo di call center (o contact center – ndr) a gestirti 7.500 richieste di potenziali clienti interessati ai prodotti offerti dalla Vostra StartUp o Start Up?”

Poi, il Pakistano, imbarazzato, mi rispose: “a Roma, ci sono….”
io: “chi?”
e lui: “call center è a Roma
ed io: “ma guarda che il CEO (il prestanome – ndr) mi aveva detto, che sempre per una questione di costi,
a Roma, c’è solo 1 (una) persona disponibile che risponde al telefono!”
e lui: “no, ce ne sono 80 (ottanta), tra 10 giorni tutto pronto”
ed io mi faccio un’altra risata (ma sempre per non piangere per la disorganizzazione – ndr)

Poi il Pakistano, va via… e riferisce all’ “allegra brigata” la sera stessa.
Ecco, questo fu: “l’elemento scatenante”.
O forse no?
Mi viene il dubbio della sedia. Ma quale sedia ?
Ricordo d’aver chiesto la sostituzione della scarsissima sedia, con mezzo schienale, che “ballava” pure, con una sedia con uno schienale da 75 cm, visto che devo stare seduto per 8 ore al giorno, mi sembrava una richiesta legittima.
Ma evidentemente, il costo della sedia, avrebbe fatto “sballare” troppo il loro business plan con oltre 4 Milioni di perdita del primo anno :-p

La settimana successiva, il paraculo del CEO (il prestanome – ndr), con “tono autoritario” mi chiama e mi presenta la lettera di licenziamento e mi dice: “non abbiamo visto che hai fatto molto in questo periodo”.

Adesso, mi concentro profondamente, conto fino a 10, mantengo la calma e ricordo a me stesso che sono un professionista e mi dico: “lascia stare. Meglio perderli che trovarli questi delle StartUp o Start Up. Salutalo, ringrazialo comunque, e metti una X, grande quanto una casa, per le prossime StartUp o Start Up che ti contatteranno.”

E così ho fatto.
Gli ho firmato la ricezione della “letterina”, ho salutato i miei colleghi, che poverini, avevano le lacrime agli occhi (in quanto anche loro sapevano e sanno benissimo, “di che morte moriranno” se continueranno a lavorare con questi “pittoreschi personaggi” della StartUp o Start Up – ndr).

Dunque, ricordati tu che leggi: che i “facili (quanto falsi – ndr) entusiasmi” che troverai all’interno delle StartUp o Start Up, in Italia, a Milano, e altrove, sono il preludio della catastrofe che sta per abbattersi su di te, e sulla tua carriera.

Medita bene, prima di accettare un incarico in una StartUp o Start Up.

Analizza bene il business plan, non farti ingannare dai ca**ari con i quali parlerai, e da un “contratto a tempo indeterminato” se poi ti mettono 60 giorni di prova, e tentano di “schiavizzarti” chiedendoti di fare cose per loro, che non rientrano nei tuoi compiti.

Abbandona finchè sei in tempo la StartUp o Start Up, e salvati!

startup-o-start-up-senza-ideesuccesso-fallimento-di-una-startup-o-start-upio-non-sono-il-futuro-startup-o-start-uplicenziamento-facile-startup-o-start-upfallimento-chiusura-startup-o-start-up

 

Yahoo! recupera posizioni: sarà il Motore di Ricerca predefinito su Firefox al posto di Google

Mi si conceda di dire: “Finalmente!!! Era ora!!!”

Yahoo! ha iniziato a recuperare posizioni nella “search” ovvero nelle ricerche che gli utenti effettuano, utilizzando il proprio motore di ricerca, in questo caso, connesso al browser di navigazione online: Firefox.

Dopo oltre 10 anni di “strapotere” di Google, finalmente Yahoo! “alza la testa”.

E se così facessero anche i Nostri storici “motori di ricerca” Virgilio.it, Libero.it, ecc.
sarebbe un bel giorno per tutti, ma ahimè, sono ancora tutti “Google dipendenti”, nel senso che,
anche se andate sui vari: Virgilio.it, Libero.it, ecc.
ed effettuate una ricerca, il motore di ricerca è sempre quello di Google.it
quindi, tanto vale restare su Google.it, o no ? ;-p

Ritornando all’accordo tra Yahoo! e Firefox (browser di navigazione internet – ndr )
Yahoo! sarà il motore di ricerca predefinito sul browser Firefox, inizialmente negli U.S.A. (Stati Uniti), fino alla fine del 2014, mentre ad inizio 2015, in tutto il resto del mondo per le varie countries di Yahoo!

L’accordo tra Yahoo! e Firefox, avrà una durata iniziale di 5 anni.

In base agli ultimi dati forniti da StatCounter:
Yahoo! totalizza il 10% delle ricerche effettuate, dal motore di ricerca, mediante computer negli U.S.A. (Stati Uniti).
Google, invece ha una quota pari al 67%.

Firefox ha il 10,4% del mercato secondo la ricerca di StatCounter,
mentre Chrome, il browser di Google, ha il 33,5%.

L’accordo tra Yahoo! e Firefox, oltre che i PC (personal computer – ndr)
riguarderà anche le ricerche effettuate sul browser da smartphone e tablet.

Gli utenti di Firefox (di proprietà della Mozilla Foundation – ndr) potranno effettuare le proprie ricerche nella barra del browser per la navigazione online: Firefox, e verranno forniti i risultati di Yahoo! e non più quelli di Google.

Con l’accordo tra Yahoo! e Firefox, Yahoo! punta ad aumentare la propria quota nel mercato delle ricerche online, per aumentare anche il fatturato delle inserzioni pubblicitarie della propria piattaforma Yahoo! Search Marketing.

Puoi scaricare gratuitamente Firefox, cliccando qui.

YahooFirefox-Mozilla

 

Yahoo! compra BrightRoll: 640 Milioni di dollari per la pubblicità video

Ecco la prima importante acquisizione di Yahoo!, dopo aver venduto parte della sua quota in Alibaba.

Yahoo! punta a rafforzarsi nel settore della pubblicità video.

Negli Stati Uniti, Yahoo! aveva una quota di mercato nella pubblicità online (digitale – ndr)
calata al 5,8% nel 2013.
Per il 2014 continuerà a perdere fino al 4,9%, dicono gli analisti.

Dunque, per rinforzarsi, Yahoo! acquista BrightRoll (la piattaforma video) per 640 Milioni di dollari.
Il pagamento è stato effettuato in contanti.

Secondo l’amministratore delegato di Yahoo!, Marissa Mayer, i video rappresentano le maggiori opportunità di crescita per Yahoo!

BrightRollYahoo

 

SEO: Google non aggiornerà più il PageRank nella Toolbar

Notizia di qualche settimana fa, ma ho voluto attendere prima di pubblicarla,
per approfondire meglio le informazioni.

Dunque miei cari SEO, come si suol dire a Roma ” e ‘mo so ca**i! ”
Se Google non aggiornerà più i dati del PageRank nella Toolbar, molti SEO saranno in serie difficoltà.

Ed infatti: iniziano a partire i primi “licenziamenti collettivi” di SEO.
(ho scritto un post precedente a questo, qui trovi il link, all’articolo: Le aziende cercano SEO Manager / SEO Specialist solo quando Google fa “sparire” i loro siti)

Dunque, queste informazioni importanti per tutti i SEO ed i proprietari di siti web: non saranno più disponibili ed aggiornate.

E Google continua a “mettere i bastoni tra le ruote” ai lavoratori SEO e del Web Marketing.
Google cambia le “carte in tavola”, a proprio piacimento, uso e consumo!
E questo non va bene!
Google: don’t be evil!

Prima con il “not provided” in Google Analytics (ed in tutti gli altri software di statistiche – ndr)
le keywords “cliccate” da Google, non saranno più presenti nei dati delle statistiche,
e non si potrà ottimizzare il lavoro dei risultati organici, e si è stati costretti ad investire su Google Adwords,
per avere un minimo di dati sulle keywords!
e Google ringrazia per il fatturato con Google AdWords!

Adesso, Google ci toglie anche il PageRank dalla Toolbar, per penalizzare quei SEO che fanno “Link Building” estremo (e/o a pagamento – ndr)
Si perchè “è vietato” dice Google, nelle regolette dei webmasters.
Ovvio: è vietato, perchè con il Link Building è stato “scardinato” l’algoritmo “top secret” di Google, e quindi, tutto ciò che fa perdere soldi a Google, è diventato “vietato” !

Google non vuole dividere “la torta” ne’ con i SEO, ne’ con gli operatori del web marketing.
John Mueller, di Google, lo ha anche affermato chiaramente in un video:
è giunta la fine degli importanti dati in chiave SEO.

Addio PageRank in Google Toolbar!